Lettura accessibile, neurodivergenza e competenze metodologiche

Nel mese di gennaio, a Milano, si sono svolti i primi focus group del progetto Reading it the (Right) Way!, un passaggio fondamentale per orientare in modo concreto il percorso formativo che stiamo costruendo.

Abbiamo organizzato due incontri di confronto strutturati attorno a domande guida e momenti di discussione collettiva. L’obiettivo era raccogliere bisogni formativi, esperienze dirette e punti di vista legati alla lettura nei contesti sociali ed educativi, coinvolgendo operatrici e operatori del settore culturale, sociale ed educativo, insieme a persone neurodivergenti.

La riflessione si è concentrata sulla lettura come pratica di inclusione. Non soltanto come atto individuale, ma come esperienza che prende forma dentro spazi, relazioni e contesti specifici. Abbiamo discusso del ruolo degli ambienti in cui la lettura avviene, delle condizioni che possono renderla più accessibile e di come possa diventare uno strumento di supporto educativo e di rinforzo positivo nelle attività quotidiane.

È emersa con chiarezza la necessità di strumenti concreti, di linguaggi condivisi e di modelli capaci di tenere insieme dimensione culturale e responsabilità sociale. La lettura, in questo senso, può trasformarsi in un dispositivo capace di generare partecipazione, autonomia e senso di appartenenza.

Quanto raccolto durante questi incontri costituirà la base per lo sviluppo di un percorso formativo dedicato a chi lavora con la lettura in ambito sociale e culturale, con particolare attenzione all’accessibilità e alla neurodiversità adulta.

In più, ulteriori focus group verranno realizzati da parte di CFCECAS e ADDER, i partner di progetto, per amplificare la portata metodologica e i dati a nostra disposizione, guardando alla Romania e alla Turchia e alle specificità che le caratterizzano rispetto all'Italia.

Un ringraziamento sincero va a tutte le persone che hanno partecipato e contribuito con le proprie competenze ed esperienze, e alla nostra facilitatrice Cristina Zeppini, che ha coordinato gli incontri con attenzione, cura e sensibilità.